Trofei

Posted on settembre 6, 2016 4:20 pm

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Infine, ciò che ho ricercato con tanta determinazione non è stato altro che la bellezza. Ho avuto uomini così belli che per strada le donne si voltavano a guardarli e poi lanciavano uno sguardo incredulo a me che gli camminavo accanto. Sono stati i miei trofei, per una notte o qualche settimana, a volte qualcuno mi accompagnava ad una festa o passava con me un weekend al mare (che per lo più spendevamo in camera da letto o a cercar di non farci arrestare per atti osceni in spiaggia). Ero così fiera dei miei trofei. Ho avuto i loro corpi, raramente la loro anima (non che ne valesse sempre la pena). La domanda che era sulla bocca di tutti, era anche sulla mia. Perché io? L’ho chiesto anche al tipo della palestra, quello del sexting: sì alla fine avevamo scopato; non era proprio andata come me l’aveva prospettata lui ma in fondo non era andata neanche male. Lui, Maurizio, è ancora nel mio letto; io sono appena uscita dal bagno. Cosa? risponde. Io provo a spiegarmi: In palestra c’erano ragazze più alte e magre e belle di me e più giovani. E tu non passi di certo inosservato. Perché hai insistito tanto per scopare me? Lui ci pensa su e poi risponde: Con le altre sarebbe stato troppo facile. Non che non me ne sia già scopato qualcuna o che non me ne scoperò qualcun’altra a breve. Ma tu… sei arrivata un giorno con la tua aria di superiorità, sul tapis roulant dando le spalle all’area pesi. Ogni giorno alla stessa ora per settimane: facevi il tapis roulant e gli attrezzi e non mi hai mai guardato; non è una cosa a cui sono abituato. E non era neppure un atteggiamento tipo non sono alla sua altezza, sembrava più un atteggiamento tipo lui non è alla mia altezza. Poi una sera nell’idromassaggio eravamo solo io e te e tu mi hai detto qualcosa di spiritoso. E mi sono accorto che eri sexy ma anche saccente e mi è venuto duro. Pensavo a come ti avrei tolto dalla faccia quell’aria da principessina, scopandoti come si deve. E poi mi hai fatto penare un po’, ci scambiavamo foto, ti chiedevo quando avremmo fatto sesso e tu restavi sul vago; ogni tanto mi dicevi che ti stavi facendo scopare da qualcun altro e io pensavo  “guarda un po’ che zoccola ‘sta qui” ma me lo facevi comunque venir duro. Sei stata brava a sedurmi. Io mi siedo sul letto accanto a lui ed inizio ad accarezzarlo, ho ancora voglia di farmi scopare, di vedere i suoi muscoli tesi dallo sforzo, di venire ancora. Le mie dita ottengono un risultato discreto, allora uso la bocca. Poi mentre lo aiuto a infilare il preservativo, dico Ma io non avevo alcuna intenzione di sedurti. Hai fatto tutto da solo, io t’ho seguito per inerzia. Mi metto a cavalcioni su di lui, tanto per chiudere definitivamente la questione.

L’unica risposta plausibile alla mia domanda sembrerebbe essere: i maschi non desiderano altro che ciò che non possono avere.
Per quanto mi riguarda, ho avuto due grandi amori nella mia vita, tutto il resto è curiosità o semplice edonismo o soltanto l’ennesimo trofeo da ostentare.

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