You’re the piece of gold that flushes all my soul

Posted on marzo 28, 2011 3:51 pm

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L’inverno sembra davvero finito. Alla mattina, non mi si gelano più le dita e, di notte, non ho più freddo, anche quando non ci sei tu a tenermi stretta.

La nostra sarà una primavera fulgida e assorta, seppur non arriveremo mai a vedere l’estate – e sarà un epilogo inevitabile. Abbiamo un’intera primavera ancora da vivere e, alle nostre spalle, frammenti d’inverno misto a pioggia. Ci hanno fatto compagnia lievi gocce a bagnarci i visi noncuranti, le palpebre chiuse e le labbra restie al distacco. Altre gocce allegre hanno bussato ai vetri di una finestra e, dall’altra parte del vetro, c’eravamo io e te, sordi e persi l’uno nell’altra .

Ti sei dato completamente, senza risparmiare un moto di passione, un bacio carico d’abbandono, un sorriso incredulo, una carezza complice. Mi stai illudendo che la vita sia piena di possibilità. Non immagini quanto questo possa apparirmi crudele. L’illusione è nient’altro che un’arma appuntita. E, dopo una primavera nitida, non potrò che guardare la mia anima rabbuiarsi e soffocare nel sangue.

I tuoi occhi sono l’opposto dei miei, m’hai detto. I tuoi sono verdi con le pagliuzze castane e i miei sono castani con le pagliuzze verdi.

Ti smarrisci ad indagare i miei particolari tracurabili e non tralasci mai nulla. E poi, non sei abbastanza grande per riuscire a camuffare la tua curiosità. Sei ingenuo, ti ho sussurrato una notte mentre giocherellavo con i tuoi ricci scomposti. Lo pensi davvero? hai ribattuto tu e avevi un sorriso divertito e furbo. Ma la mia teoria sulla strategia, sul darsi il meno possibile, sul tenersi in vantaggio sull’altro, non l’avresti capita, e te l’ho risparmiata; ho pensato che fossi bellissimo com’eri, anche senza le mie teorie da perdente.

Sì, siamo l’uno, l’opposto dell’altra. Per gli occhi e le ambizioni e ciò che ci attende. Per la tua beata incoscienza che si scontra contro la mia asfissiante consapevolezza. Per la tua spontaneità che uccide i miei gesti calcolati. Per i baci appassionati che mi dedichi nelle stanze affollate dall’allegria dei tuoi amici e per la cautela con cui ti tengo nascosto dalle ipocrisie dei miei coetanei.

La tua dedizione sta rallentando il mio epilogo; infliggi lentezza alla quotidianità senza tregua di me che sono una ragazza persa. Mi hai disorientata e non ho potuto più sbandare. Mi hai impedito lo slancio sull’orlo del precipizio, avvinghiando le tue braccia entusiaste ai miei fianchi disperati. Chissà cosa accadrà quando mollerai la presa.

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Posted in: Gabriele