Any given sunday

Posted on marzo 14, 2011 11:11 am

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Ci ritroviamo ancora sul divano rosso. Io e Teresa. Altra sessione cinematografica domenicale. Seguiamo con attenzione un film coreano piuttosto cruento.

Non ho mai letto le istruzioni del lettore dvd. Non leggo mai le istruzioni, mi annoiano, preferisco andare a intuito, a rischio di non capire mai come funzionano le cose. In fondo, è così anche con le persone, mi piace viverle senza studiarle. Per questo, poi, nella maggior parte dei casi, va tutto a puttane.

Tornando al dvd, non sono ancora capace usare il comando reverse se non indietreggiando fotogramma per fotogramma. Quel che perso è perso, dico io. A me viene da vomitare, anche se mi perdo qualche scena, non sarà grave, dice Teresa. Schiaccio il tasto pause: funziona.

Mi volto verso di lei: Non hai un bell’aspetto. A Teresa viene da ridere ma opta per la sua faccia in modalità “depressione di circostanza”: Sono depressa, dice. Appunto.

Al momento, anche la mia situazione è piuttosto drammatica. L se n’è andato in un altro continente e tanti saluti; ho una relazione con un ventiduenne che probabilmente fa colazione a zabaione; frequento un corso di scrittura creativa in cui l’unico altro principiante degno di lettura è un tizio che fa parlare e pensare delle viti filettate a sinistra; il mio ex ha voluto rivedermi e io gli ho detto Tu sei stato l’unico che avrei voluto come padre dei miei figli e forse non è stata una mossa brillante, visto che ora vuol tornare con me; tutte le mie amiche tendono ad accasarsi con qualsiasi cosa che respiri e sia dotata di pene; mi toccherà andare a ballare al venerdì con LFB n. 2 e MezzoNeurone, una sua amica con il quoziente intellettivo e il brio di un frigorifero.

Non sto meglio di te, se può consolarti, dico io. No, non mi consola affatto, aggiunge Teresa.

Sintetizzando i fatti, Teresa è stata recentemente stalkerata da un tizio su Facebook e, atta alla tragedia com’è, questo episodio l’ha fatta deprimere. In più, sempre su Facebook, mesi fa, ha conosciuto un tipo di Vicenza, con cui è uscita qualche volta e che le ha riempito la testa di stronzate sulla metà della mela e l’anima gemella, e poi all’ultimo appuntamento le ha dato buca. E non hanno neppure trombato. Quindi, la tragedia è doppia. Mi aspetto che di qui a breve mi parli anche della morìa degli storni o dell’avvento prossimo del duemiladodici. In tal modo, potremmo spostare la conversazione sulla tragedia universale dell’esistenza.

Devi staccarti da quel cazzo di internet, la incoraggio. Uscire di più, trombare di più. O comunque trombare. E, per trombare, intendo tu e un’altra persona.

Non mi dispiace la mia vita come va, in fondo.

Bé il tuo concetto di serata eccitante è guardare la sesta stagione di OZ in inglese senza sottotitoli o uscire per chiuderti in uno squallido cineforum in occasione di avvincenti retrospettive di oscuri cineasti sovietici tipo Tarkovskij o Michalkov. Al massimo della vita, il venerdì sera vai al pub con i ragazzi dell’università e prendi una afflingem rouge e un panino numero 4. Sai, c’è vita su questo pianeta.

Il bello di Teresa è che, anche se ti fa la faccia depressa e tutto quanto, poi, quando inizi a prenderla in giro, viene da ridere pure a lei.

Altro che maratone cinematografiche, queste  sono proprio delle sessioni di psicoterapia di gruppo, dice. E sorride.

Di coppia, la correggo io. Io e te siamo come una vecchia coppia. Ci diciamo tutto e, anche quando non ce lo diciamo, riusciamo a intuire cosa passa per la testa dell’altra.

Eh, sì. E poi, l’amore e le serie tv a un certo punto finiscono, mentre le amicizie possono anche non concludersi mai, aggiunge.

Allora mi accompagni a ballare venerdì prossimo?

Io, tu, la bacchettona e l’incantatrice di serpenti? Temo che un trust di cervelli di tale levatura sia troppo per me.

Fanculo, le dico ridendo.

D’accordo. Ma non aspettarti che mi metta a ballare quando partirà il momento revival.

No, ti prego, promettimi che ballerai almeno “Voglio andare ad Alghero in compagnia di uno straniero”.

Rido. Ride anche lei, le è passato il broncio.

Schiaccio il tasto play e il film invece che ricominciare da dove l’avevamo fermato, riparte daccapo.

No, non posso rivedere tutto quello spargimento di budella, di nuovo, si lamenta Teresa. Dove le tieni le istruzioni?

(EE)
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