Rincontrarsi da sobri è come conoscersi daccapo

Posted on marzo 10, 2011 10:39 am

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Ho pensato sporadicamente a entrambi in queste settimane. A L che era partito di nuovo e ora era in un altro continente e io lo detestavo e restavo a osservare la casellina verde di MSN e mi sembrava di fissare lui che si trovava a migliaia e migliaia di chilometri da me e lavorava e viveva e sognava e io non avevo mai fatto parte di tutto questo né avrei potuto farne parte mai. A Gabriele che voleva rivedermi e conduceva quella vita da studente spensierato che io non ricordavo nemmeno più come fosse – tanto era il tempo che era trascorso – e aveva tante aspettative e sogni e speranze e io per me sentivo odore di disastro.

Infine, ho deciso di tentare. Gabriele mi aspettava sotto un portico. L’avessi incrociato casualmente per strada non l’avrei riconosciuto. Rincontrarsi da sobri è come conoscersi daccapo.

Abbiamo chiacchierato per ore. Di Londra e New York. Delle discoteche di Milano. Dell’università. Di lavoro. Di cosa facevamo nel tempo libero. Di me che scrivevo e di lui che andava in giro per feste.

Gli ho ripetuto: Sono troppo vecchia per te. Lui non capiva: Ma io, tra qualche mese, ne compio ventitré di anni. E poi, mi piacciono le donne più grandi, sono più intelligenti e più sensuali. Ho riso: Sei un gran paraculo. Lui ha ammesso: Sì, me ne rendo conto. E ha riso anche lui.

Poi, quando ci siamo salutati, mi guardava in maniera strana. Mi ha detto: Ci rivediamo presto o devo aspettare altre tre settimane? E io pensavo che fosse davvero giovane perché nessun uomo della mia età o più grande si sarebbe espresso così ma avrebbe giocato a poker dicendomi: Allora, ci sentiamo, e poi mi avrebbe richiamato, tenendosi qualche giorno di vantaggio. E mi chiedevo anche quando saremmo finalmente finiti a letto e come sarebbe stato. Alla fine, si è fatto coraggio e m’ha baciato e io mi sono sentita implodere perché era un bacio tenero ed era una vita che nessuno mi baciava così.

Ho passato una notte agitata, costellata di sogni inquieti. E al mattino mi sentivo in colpa per quei pensieri sconci perché lui era così carino ed educato e intelligente e io non facevo altro che pensare al sesso. Poi, però, mi sono resa conto del perché io avessi interesse a uscire con lui e del perché lui potesse averne a frequentare me. Sì, in fondo, volevamo la stessa cosa.

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