Ops

Posted on marzo 7, 2011 4:37 pm

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Evidentemente, quella sera non ero affatto lucida. Di certo, non dal terzo vodka lemon in poi.

Il giovanotto con cui avevo avuto un incontro ravvicinato ma non troppo, mi aveva inviato un sms la mattina seguente. Questo implicava che lui quella sera mi avesse chiesto il numero e che io gliel’avessi dato. Diceva di chiamarsi Gabriele. Non era il primo con quel nome, ad approcciarmi in quel locale. Un’insolita coincidenza.

Così, mentre il suono delicato (ogni volta mi prende un sintomo) di un sms che mentalmente riconducevo a 1) l’ennesimo sms della palestra in cui vado occasionalmente a spolverare la scheda che mi proponeva speciali offerte di coppia per San Valentino oppure b) l’ennesimo sms di LFB n. 2 che mi chiedeva per quando era programmata la prossima uscita tra donne single, mi ero invece ritrovata a leggere un sms pieno di entusiasmo e lusinghe.

Da subito, avevo riflettutto su alcuni potenziali ostacoli.

Innanzitutto, io ero chiaramente sull’orlo di un esaurimento nervoso: non era consigliabile buttarmi nell’ennesimo esperimento dagli esiti suicidi.

In secondo luogo, ammettevo con me stessa di non essere più abituata a certe maratone di baci appassionati (pena l’intorpidimento della mandibola), come quella che avevamo fatto insieme quel venerdì sera. Sessione durante la quale ero quasi certa che le mani sul culo le avessi messe io a lui e non viceversa. Ai miei tempi, i ventiduenni vergini (tra cui la sottoscritta) si sprecavano e, nonostante le nuove generazioni apparissero scafate, niente poteva esser dato per scontato. Non ero certo capace di gestire una criticità del genere.

Il messaggio di testo che mi aveva inviato era, ovviamente, completo di (e come ci si poteva sbagliare?) indicazione del suo profilo Facebook. Mi ero perciò connessa per fare un po’ di intelligence.  La sua faccia, in effetti mi diceva qualcosa – perciò, secondo una rapida stima, mi ero fatta abbordare verso il secondo vodka lemon. Come tutti i giovani d’oggi aveva quasi un migliaio di contatti. C’erano molti commenti sugli esami che aveva sostenuto di recente. Certuni erano davvero agghiaccianti e contenevano le espressioni “integrale stocastico” o “modello regressivo multifattoriale” e rendevano il sospetto sulla sua verginità più che fondato.

Il dubbio sul da farsi restava. Per essere carino, lo era. Ma ne valeva la pena, tenuto conto dei miei precedenti (vedasi alla voce Commercialista)?

Come al solito, ci avrei pensato su.

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Posted in: Gabriele