Good times for a change

Posted on febbraio 16, 2011 11:37 pm

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Non mi sono mai sentita così inadeguata come quando c’eri tu. Mi guardavi come se io fossi un soprammobile fuori posto, un randagio che strofina il muso contro il tuo stinco. E, ora, tu non ci sei più e per me è come dover smettere un vizio.

Ogni volta che sei andato via, al tuo posto, è arrivata la pioggia e ha lavato tutto. Ogni volta e anche adesso. Come se tu fossi qualcosa di tossico ed immutabile ed il cielo aspettasse i tuoi addii per aiutarmi a respirare. Come se tu fossi  fuliggine da cui ripulirmi le viscere e le nuvole gravide lo sapessero.

La tua assenza è come un pensiero che ho scordato. Un vuoto di memoria che mi assilla. Come se, adesso, io fossi davvero fuori posto, senza bisogno del tuo sguardo impietoso.

Ci incontreremo ancora – ancora e ancora – e faremo finta di non esserci mai conosciuti, né di aver giocato insieme fino a sanguinare. Saremo, l’uno per l’altra, la presunta prova di come si può essere delle persone peggiori e fare in modo che nessun altro mai lo sappia.

I rivoli di pioggia scorrono veloci fin dentro i tombini e sembra portino con sé tutto il marcio delle nostre notti insieme – quando fingevamo di essere vicini senza poterlo essere davvero. Accumulavamo sudiciume e disperazione: l’esserci trovati, condividendo i nostri più reconditi pensieri, era la cloaca in cui sfogare il nero della nostra anima.

Poi, tu te ne se andato – ancora – ed è arrivata la pioggia e, adesso, io non sento più nulla. Come se anche le sensazioni e l’angoscia e il piacere fossero stati lavati via insieme a te.

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