Cicli

Posted on febbraio 11, 2011 6:18 pm

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Ero stata brava. Mi ero tenuta lontana da Alessio, da L e dai locali patinati che entrambi frequentavano.

Ma si sa, tutto torna, ciclicamente. Anche quando – anzi soprattutto quando – si dice che una persona è persa per sempre, può capitare di essersi sbagliati.

L mi contatta su Facebook, parliamo della prossima serata in un certo locale e mi chiede se ci sarò. Mentendo, gli confermo che verrò. Lui dice: Vieni sul presto che poi andiamo a scopare in bagno. Scherza o forse no. Mi provoca, di certo. Sa che alla fine avrà sempre potere su di me. Crede che io dirò sempre di sì. L mi ripete che noi abbiamo un rapporto speciale. Che la complicità che c’è tra noi due non l’avremo mai con nessun altro. Poi, mi chiede se può chiamarmi. Tra le righe, anche se non lo dice, è chiaro che sarebbe una di quelle telefonate fatte di sconcezze e sospiri, alla fine della quale lui direbbe: Adesso diamoci la buonanotte e concludiamo ciascuno per conto proprio. Lo immagino seduto alla scrivania, con indosso la sua tuta blu dell’Adidas e l’eccitazione che preme sotto i pantaloni, le dita che battono agili sui tasti del mac. I nostri giochi psicologici e di potere, le posizioni di forza che per mesi abbiamo speso l’uno verso l’altra, glielo fanno venire duro ogni volta che parliamo. Lui è disturbato quanto me: le relazioni normali con persone normali non fanno per lui, lo annoiano.

Trovo una scusa per non farlo chiamare.

Per un momento, penso anche che ci potrei andare in quel locale lì. Poi, lascio perdere. Poco dopo, mi chiedo ancora: Perché, no? Infine, lascio perdere di nuovo e me ne vado a dormire.

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