Routine

Posted on gennaio 31, 2011 12:45 pm

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A volte, rifletto su come la vita sia fatta di interi cicli, in ciascuno dei quali ripetiamo le stesse azioni all’infinito, giorno per giorno.

Vedo i giorni sempre uguali. Una routine ineccepibile dal lunedì mattina al venerdì pomeriggio. Mi alzo la mattina, se è abbastanza presto vado a correre nella foschia desolata, poi torno a casa e mi lavo. Mi preparo un doppio caffé. Faccio tutti quei gesti automatici davanti allo specchio: mi ammiro di profilo senza i vestiti addosso, mi metto la crema, mi pettino, mi trucco, mi infilo le mutandine, le calze, il reggiseno. Poi, i vestiti, le scarpe. Infine, l’orologio e i bracciali, la catenina, gli orecchini. Borsa e cappotto. Alle otto esco di casa. Partecipo al Grand Prix. Alle otto e un quarto sono in ufficio, metto il casco e la borsa nell’armadio, mi siedo, leggo la posta, poi mi concedo il terzo caffé della giornata e via andare. La giornata passa tra modellizzazioni, telefonate di business partner, e-mail di consulenti e clienti, goliardate da ufficio, altri caffé, altre telefonate e altre email, altro Visual Basic, riunioni, presentazioni, ancora caffé. Alle otto e mezza di sera sono di nuovo a casa. Ceno leggendo un libro. Chiamo mia madre: lei mi parla delle sue amiche altolocate o riporta pettegolezzi di paese che mi annoiano da morire o dice che dovrei trovarmi non per forza un marito, andrebbe bene anche un compagno, ma non devo restare sola perché è brutta la vecchiaia da soli. Io sono troppo stanca per litigare o per replicare che ho ventinove anni e non cinquantanove. Riaggancio. Poi scrivo oppure guardo un film. Vado online e mi mantengo invisibile su msn, skype, gtalk. Guardo chi c’è o non c’è. Se c’è L, resto invisibile. A volte, scambio due parole su Facebook con la Vale o altre amiche non bacchettone.

Spesso, mi addormento con il computer sulle ginocchia. Oppure, mi masturbo, vengo e poi crollo in un sonno profondo.

Tutta la settimana va avanti più o meno così. A volte interrotta da un aperitivo o un cinema infrasettimanale. Ho smesso perfino con le uscite galanti, coi primi appuntamenti. Non ho tempo per illudermi ancora o per rovinare qualcosa di bello per l’ennesima volta o per venire scaricata per una ragazza più giovane e più magra e più stupida di me. Quando si cresce, ci si rende conto di quali sono le cose alle quali vale la pena dedicare parte del proprio tempo. Le altre vanno automaticamente messe da parte, anche se a malincuore.

Tutto questo fino al venerdì sera. Io, poi, la sera del venerdì mi trasformo. Dal venerdì sera alla domenica pomeriggio è tutta un’altra storia, tutt’altro che scevra da risvolti inattesi e colpi di scena.

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