Fog

Posted on gennaio 27, 2011 11:01 am

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Mi piace gennaio. La nebbia avvolge tutto. Mi piace uscire di casa la mattina, in un clima surreale, con la foschia che galleggia sul naviglio, gli alberi sbiaditi, il sole pallido che sfida la nebbia e fa sembrare la città una triste sopravvissuta.

Corro nel gelo mattutino. Il parco sembra un cimitero, gli scheletri degli alberi tentano di spaventarmi ma non ci riescono. Il freddo mi congela le guance, i pensieri e l’anima. Sono tornata quella di una volta, non mi stanco mai. Solo il mio animo è più tormentato di prima, se possibile.

Preferisco la Julie iperattiva, godereccia, divertita, egoista, caustica e priva di scrupoli. La Julie che cerca il piacere e la bellezza; che cerca di anestetizzarsi sfruttando questa città. Che se ne frega dell’amore. Che si dispererà a cinquant’anni, magari. Ma non oggi, non adesso.

Non voglio ripiegarmi su me stessa. Non saranno una moto distrutta, dei lividi che non ci sono più, uno sciocco giovanotto con gli occhi chiari, un uomo a cui interessava solo giocare e sopraffarmi, delle amiche vuote e frivole e una città fredda e ostile, ecco, non saranno queste le cose che mi distruggeranno.

Il non avere attese non significa morire. Significa sforzarsi di trovare qualcos’altro da attendere.

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Posted in: Il Commercialista, L