Testa dentro che fuori è un brutto mondo

Posted on gennaio 25, 2011 5:18 pm

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E’ l’ennesimo lunedì mattina. L’ennesimo lunedì in cui mi sono svegliata troppo tardi per non poter non essere in ritardo. Sarei rimasta volentieri a crogiolarmi sotto le coperte, un leggero brivido di freddo mattutino, i rimasugli di un sogno che ho dimenticato. Riepilogo mentalmente gli avvenimenti degli ultimi giorni e, nell’ordine, penso a: un fine settimana alcolico e vuoto, un’occasione perduta, uno sconosciuto che mi bacia a tradimento, la paura dei giorni futuri, gli occhi grandi e indifferenti di L che incontrano di nuovo i miei. Per un secondo, mi viene in mente che non ho alcuna voglia di affrontare ancora il mondo. Non a partire da stamattina.

La sveglia mi incita per l’ennesima volta. Giù un piede. Poi, l’altro.

Vado verso lo stereo. Metto su The Whitest Boy Alive, una colonna sonora prettamente scopereccia. Adatta a quelle scopate malinconiche e disperate, lunghe e silenziose, che capita di fare con qualcuno che conosci piuttosto bene. Ma stamattina la musica riflette solo la mia solitudine e quella soltanto.

Poi, mi dirigo in bagno. Il momento che amo di più alla mattina è quando sono davanti allo specchio, tiro indietro i capelli e inizio a stendere la crema sul viso con movimenti circolari. E’ il momento più bello, forse perché è l’unico momento della giornata in cui mi guardo in faccia. Mi guardo in faccia e mi chiedo se va tutto bene e ogni volta rimando la risposta.

Vorrei chiudere gli avvenimenti degli ultimi giorni in una scatola. Se li lasciassi frullare nella mia testa insieme a tutto quello che c’è già, potrei implodere.

Involontariamente, il mio sguardo ricade sull’orologio. Ogni timore svanisce. Mi vesto in fretta, afferro un paio di scarpe nere e corro via. Fuori, c’è il mondo, pronto a sedurmi ancora.

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Posted in: Alessio, L, Other stories