Fossili

Posted on dicembre 26, 2010 2:43 pm

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Natale è tornare nella casa in cui sei cresciuta e non trovare più la tua stanza. E’ dormire in quella che fino a qualche mese prima era la camera di tuo fratello, avendo cura di nascondere dietro una pila di fumetti e libri di scuola (unici esemplari cartacei della sua libreria) le foto di lui che pomicia con la fidanzatina – per te, le esibizioni sfacciate e spicciole hanno sempre avuto un che di disturbante.
Girare per casa e accorgersi che potresti anche non essere mai esistita in quella famiglia, nella loro vita. Le case sono come delle impronte fossilizzate, ma stavolta di te non c’é traccia.
Ci sono cose che riconosci: una stampa di Monet alla parete, la carta igienica che profuma di camomilla, la foto della zia buonanima che giganteggia dentro una vetrinetta, un vecchio piumone grigio, le poltrone consunte del salotto.
Dovrebbe essere struggente pensare che loro siano andati avanti senza di te e che tu sia andata avanti senza di loro. Che per loro eliminare i segni del tuo passaggio in quella casa sia stato un processo involontario ma sfacciatamente naturale. Ma non riesci a provare pressoché nulla, come sempre, del resto.
E’ quasi come morire senza accorgersene e poi rinascere – sempre senza accorgersene – nuova e diversa in un altrove senza legami né radici. E ogni tanto – specie la notte – fa capolino una punta di sincera nostalgia per quell’altra te stessa che non c’é più.

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