Sulla passione

Posted on dicembre 10, 2010 12:48 pm

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Sono convinta che la morte della passione sia direttamente proporzionale all’aumentare della maturità sessuale. Più si cresce, più il sesso diventa qualcosa di meccanico, un puro sfogo onanistico mascherato da coito, esente da qualsiasi barlume di coinvolgimento. Credo che qualsiasi esperienza futura non potrà che far parte di un crescendo di delusione e noia.

A confermare queste convinzioni, è stato l’arrivo inaspettato del Commercialista, di qualche anno più giovane di me e dalla passionalità insospettabile. Forse, un unico caso non fa scuola, però, potrebbe essere plausibile che sia davvero una questione di età, che un ragazzo più giovane, seppur in alcune cose possa mostrare un egoismo elefantiaco, in altre sia capace di una tenerezza e di una dedizione che –  per quanto occasionali – possono risultare adddirittura commoventi. E’ la capacità di far sentire amata una donna – anche se non è l’amore che si vuole da lui e anche se non è sua intenzione dare amore.

Probabilmente, è per questo che lo avrei voluto riavere ancora. Mi avrebbe fatto bene perdermi in qualcosa con tanta intensità ed incoscienza. Sarebbe stato come tornare indietro nel tempo, quando ero ancora viva. Ma il desiderio nei suoi confronti, con il passare dei giorni, andava di pari passo con un disprezzo crescente (per le sue insicurezze, i suoi modi adolescenziali, il suo perbenismo stucchevole) e non volevo che anche quell’illusione si trasformasse nell’ennesimo fallimento.

Mi piacerebbe credere che, finora, da quando Andrea se n’è andato, la mia strada abbia soltanto incrociato quella di uomini sbagliati. Ma, onestamente, non so ancora cosa pensare. Non so dire se sia il diventare grandi che ci fotte o soltanto l’assenza di un insieme di coincidenze fortunate.

Riscoprire entusiasmo e passionalità, dopo tanti anni di gelo e noncuranza, mi ha scaldato l’anima. E ora, a mancarmi è proprio quella sensazione di calore, più di ogni altra cosa.

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