Macchie violastre dai bordi giallognoli

Posted on dicembre 2, 2010 12:11 pm

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Ero in centro a far compere. In genere, in una città così grande, non ti aspetteresti di incontrare per strada qualcuno che conosci.

L’ho notato subito. La figura slanciata e le spalle larghe, l’immancabile sigaretta tra le dita. Era come sempre bellissimo, anzi ancora di più del solito, in quel completo blu. L’avevo visto vestito così soltanto una volta, in un pomeriggio afoso di alcuni mesi prima, quando ci conoscemmo e prendemmo un caffé insieme e decidemmo tacitamente – uno scambio di sguardi fulmineo e pieno di promesse – che la sera stessa saremmo andati a letto insieme.

Oh, guarda chi c’è, ha detto Pascal nel suo tono strafottente e gioviale. Mi ha baciato su una guancia. Le donne che passavano di lì in quel momento posavano lo sguardo su di noi e un po’ mi invidiavano. Non sei più passata a trovarmi, ha continuato lui.

Rimedierò presto. Promesso, ho detto io. Il ricordo del Commercialista andava sfocandosi con il passare dei giorni. Il suo perbenismo e la sua abulia stavano devastando la mia passione, lentamente ed inesorabilmente.  Mentre L, con le sue cadute di stile e le piccolezze d’animo, non esisteva quasi più.

Io e Pascal abbiamo preso un caffé insieme, parlando di prodotti strutturati e dell’andamento di alcuni indici.

Mentre stavamo per salutarci, mi ha detto: Io stavo andando a casa, vuoi venire con me?

Ho detto di sì. Dopo quegli ultimi giorni doloranti e segnati dall’umore nero, niente mi avrebbe giovato di più che essere desiderata da uno come Pascal.

Il primo ostacolo è stato salire in moto con lui: ho chiuso gli occhi e l’ho abbracciato stretto, mentre pensavo ancora al rumore delle mie costole sull’asfalto. Il secondo ostacolo è stato quando, arrivati a casa sua, mi ha spogliato e si è accorto delle macchie violastre dai bordi giallognoli che avevo sulla pelle. Che hai fatto? ha chiesto. La mia moto. Finalmente, mi ha fatto battezzare l’asfalto, ho detto io; volevo fare una battuta ma era venuta malissimo. Stai bene? si è accertato lui. Sì sto bene, ho risposto io, un po’ triste.  Chiunque altro mi avrebbe abbracciato forte. Ma lui mi ha solo sfilato le mutandine.

Non so cosa abbia suscitato quell’improvviso fastidio che ho provato. E mi sono alzata di scatto. Ho raccolto i miei vestiti sparpagliati e me li sono infilati a casaccio. No, in effetti, non sto affatto bene, ho detto piano. E me ne sono andata.

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Posted in: Pascal