La strategia

Posted on novembre 12, 2010 11:44 am

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Ormai da alcuni anni, con gli uomini che mi interessano o che hanno tutte le carte in regola per potermi interessare, ho adottato con successo quella che sono solita definire la strategia della leggerezza. In passato, infatti, mi ritrovavo protagonista di uscite galanti dagli esiti pressoché disastrosi. Durante questi appuntamenti, mi mostravo – con tanta sincerità, spontaneità e fiducia – per ciò che realmente ero: una giovane donna che lavorava troppo, che aveva delle passioni (la musica rock, il cinema d’autore, la fotografia, la letteratura e i viaggi improvvisati), delle convinzioni profonde e degli obiettivi. Una giovane donna che dopo essere stata ferita (come del resto è capitato a tutti) aveva ancora la speranza di innamorarsi di nuovo. Le reazioni di questi uomini rientravano in una serie di tipologie precise. C’era colui che si annoiava e, a un certo punto, iniziava a guardarsi in giro con fastidio, senza riuscire, tuttavia, a trovare il coraggio di interrompere la serata. C’era colui che stanco di sentirmi blaterare di argomenti per lui di nessun interesse, iniziava a provarci nella maniera più spavalda possibile. C’era colui che simulava mal di testa o stanchezza improvvisa o fingeva di ricevere sms da fantomatici amici che doveva assolutamente raggiungere. In genere, non c’era mai un secondo appuntamento o – se c’era – l’intento del mio cavaliere era esclusivamente quello di sedurmi. A nessuno interessava avere una storia con me, a meno che non si trattasse di una storia di un paio d’ore, che avremmo passato in un letto o su un divano, svestiti e avvinghiati. Io, allora, non ero ancora interessata ai diversivi: ero soltanto alla ricerca di sincere emozioni. Mi avviliva profondamente il fatto che la mia sincerità non bastasse e che gli uomini preferissero di gran lunga le donne frivole e leggere.
Fu questo tipo di riflessioni che mi fece balenare in mente la strategia della leggerezza. Il fingermi superficiale, mondana, frivola e un po’ stupida mi ha aperto il cuore di molti uomini. Dalla situazione desertica in cui mi trovavo fino a poco tempo prima ero giunta in una condizione perfetta, fatta di serrati corteggiamenti, telefonate ed sms lusinghieri.

Poi, un giorno, ho conosciuto Edoardo. Lui non era come gli altri. Non me ne sono accorta subito, forse perché tendeva a nascondere il più possibile su di sé. O meglio, lasciava qua e là dei piccoli indizi su chi fosse davvero, ma io ero troppo distratta dal mio personaggio e dai mosconi che avevo intorno per rendermene conto. Il mio atteggiamento lo faceva spesso arrabbiare. L’epilogo di tutti quei presupposti che avevano aleggiato tra noi due nel corso di svariati mesi fu una telefonata piena di rabbia, in cui lui mi disse che si sentiva preso in giro. Io restai quasi sempre in silenzio ad ascoltare il suo sfogo, inserendo qualche parola di scusa ogni tanto. Lui mi disse una cosa che mi colpì profondamente. Una cosa che mi fece provare una fitta al petto. Julie ti ho fatto delle domande a cui eviti di rispondere. Tu non sei il tipo da “mi dispiace” né sei una stupida. Perché continui a far finta di essere stupida? Non fai altro che continuare a prendermi in giro. Io gli dissi Di certo, ho commesso delle leggerezze nei tuoi confronti ma ormai non posso cambiare le cose. E lui Tu sei tutt’altro che leggera, Julie. Tu non sei una persona leggera. In quello che fai c’è una logica e se con gli altri riesci a giocare, con me non puoi, perché ho capito esattamente come sei.  Era proprio così. Edoardo aveva capito tutto, mi aveva smascherata e nonostante questo mi voleva, mi voleva per come davvero ero. Ma ormai era troppo tardi.

La strategia della leggerezza continua a rendermi attraente e desiderabile agli occhi degli altri uomini. Possiede soltanto la lieve pecca di essere una strategia a breve termine. Prima o poi, infatti, arriva qualcuno e ti smaschera, irrimediabilmente ed in modo irreversibile.

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Posted in: Edoardo