Ineluttabile

Posted on ottobre 30, 2010 4:20 am

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Va bene, lo ammetto. Lui non è come gli altri e, perciò, lo tratto in maniera diversa dagli altri. Il fatto è che mi ricorda me, com’ero tre o quattro anni fa, e vorrei fare per lui quello che nessuno allora ha fatto per me: dargli l’illusione che ci siano altre possibilità.

Ci teniamo stretti, ancora sudati e persi, e restiamo così a lungo, mentre io gli accarezzo i capelli. Lui è un concentrato di buoni sentimenti e nobili propositi, com’ero io una volta. Ho bisogno di essere importante per qualcuno, mi ha detto, guardandomi con occhi speranzosi. Per me, stai diventando importante, ho controbattuto io, pentendomi all’istante di quella piccola bugia – poco convinta che fosse davvero una bugia. Lui ha disperatamente bisogno di sentirsi amato e ha tanto amore da dare. E con me può giocare, fare finta di darmi amore, credere che io potrei amarlo.

Il gioco diventa sempre più rischioso, man mano che andiamo avanti, ma entrambi ne siamo consapevoli. O comunque, entrambi ci dichiariamo come tali. Questo gioco mi fa sentire completa. Non ho bisogno di cercare altri uomini. Mi interessa giocare con lui. E non perché lui è l’amante estremamente passionale che ho sempre desiderato. O meglio, non solo per questo. Ma perché – a dispetto dell’incostanza che mi contraddistingue – riesce a tenere viva la mia attenzione, sempre e comunque. Al là del sesso. Perché è brillante e sensibile e profondo. A volte, mi lascia spiazzata. E io lo avevo sottovalutato: perché più giovane di me o forse perché io  sottovaluto sempre tutti. Ma ogni persona è un mondo che finché non lo esplori non sai cosa può celare dentro di sé.

A volte, resto a scrutarlo e lui mi sorride e mi chiede a cosa sto pensando. Niente, mento io. E, invece, penso – con una certa malinconia – che, se lo avessi incontrato prima di diventare come sono, forse la mia vita avrebbe preso un’altra piega e io avrei potuto anche correre il rischio di essere felice.

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