Cose che si seppelliscono sotto strati di altre cose

Posted on ottobre 20, 2010 7:49 pm

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Ci sono ricascata. Ancora. Non ho alcun talento nel mantenere i miei buoni propositi.

Sono sdraiata e cerco di riprendere fiato; i miei occhi vagano per la stanza. Lui mi ha guardata in quel suo modo strano, come se avesse davanti a sé qualcosa di bellissimo e prezioso, e io non sono riuscita a sostenere lo sguardo. Lui, il Commercialista, è seduto sul letto, a pochi centimetri da me.

Tu sei felice? mi chiede a bruciapelo.

Apparentemente, è una domanda del cazzo. Ma, riflettendoci su, non è poi un quesito così deprecabile. Ci penso un attimo e poi rispondo: Non so se sono infelice. Di certo, sono annientata, incazzata, annoiata. C’è questo senso di distacco che mi perseguita, come se guardassi la mia vita da fuori, come se non fosse davvero la mia vita. Ma non saprei dirti se sono infelice.

Lui, allora, con un tono di voce fragilissimo, dice: Neanche io lo so. Ero molto innamorato. Fino a qualche mese fa, credevo che io e lei saremmo stati felici e che lei avrebbe sempre fatto parte della mia vita. E, invece, mi ha ferito irrimediabilmente. Adesso, tutto è cambiato e, se provo a guardare al futuro, mi spaventa il fatto che non desidero più le cose che desideravo prima – un amore, dei bambini, una famiglia – e mi chiedo se riuscirò a desiderarle ancora in futuro. E’ un discorso che ho già sentito (un discorso un po’ del cazzo, a dire il vero), l’ho fatto anch’io in passato e, come me, tanti altri.

Provo a illustrargli la mia visione delle cose. Semplicemente, ora, tu sei annientato dal dolore e dalla rabbia e anche se pensi di averlo superato, non è affatto così; ci sono passata anch’io e continuo a esserci invischiata con tutte le scarpe. Io sono arrabbiata perché l’amore della mia vita non ha avuto remore: mi ha spezzato il cuore e mi ha separata dalla parte buona di me. Sono passati quattro anni e sono ancora incazzata.

Faccio una pausa ad effetto, strumentale a raccogliere i pensieri. Io credo che queste non siano cose che si superano, ma che siano soltanto cose che si seppelliscono sotto strati di altre cose. Trovati una passione, un diversivo, qualcosa che ti tenga occupata la testa. Io andavo a camminare in montagna tutti i sabati: camminavo per ore e ore e sfogavo la mia rabbia nel sudore e nella fatica e poi, quando ero arrivata in cima – stremata – e guardavo giù, mi sembrava di aver lasciato tutto il male a valle. Trovati una passione.

Lui mi scruta con i suoi occhioni azzurri e sembra che quella passione l’abbia trovata. Mi ghermisce all’improvviso, senza dire una parola. La sua via verso la catarsi sono io.

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