Forse è perché non ti conoscono ma certe offese no, bimba, io lo so, non si laveranno mai

Posted on settembre 10, 2010 8:26 pm

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Oggi ho pianto.

Mi sono chiusa nel bagno degli uomini. Ho abbassato la tavoletta e il coperchio del water. Mi sono seduta e ho pianto.

Il tutto sarà durato quindici secondi. Venti, forse.

Non accadeva dal 3 dicembre 2006.

[In quel momento ero nella mia stanza, in una vecchia palazzina in stile liberty del quartiere universitario, seduta sul letto Ikea semi sfondato, ereditato da un aspirante regista teatrale polacco. Ero seduta lì e piangevo. Fissavo le tende gialle troppo corte per la portafinestra e piangevo. Annegavo in quella sensazione ovattata e appicicaticcia che solo i pianti epocali sono in grado di regalarti. Nel frattempo, in cucina, Vanessa stava preparando il risotto con la salsiccia secondo la ricetta di sua nonna originaria del Polesine e Anna guardava la tv, mentre, in camera sua, Sabrina chattava con un giovanotto che occasionalmente amava vestirsi da donna.]

Da allora fino ad oggi, non ero più stata capace di piangere.

Oggi, è stato un sollievo.

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