In ordine sparso (Color indaco sbiadito)

Posted on settembre 8, 2010 11:16 am

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Fa freddo. E’ inizio settembre e fa freddo. Con l’impermeabile addosso mi sento un maniaco dei giardinetti, dico a mia madre. Ma tesoro, tu, sotto, li hai i vestiti! replica lei, seria o forse no. Fuori, il cielo sembra un lenzuolo color indaco, lavato in lavatrice a novanta gradi. L’indaco sbiadito è un colore ben più deprimente del grigio. Il parallelismo con la mia vita è imbarazzante: ho mischiato incautamente il bucato e, una volta aperto l’oblò, c’era un pasticcio a cui non potevo rimediare.

Stamattina, come ogni mattina, la mia sveglia ha suonato due volte. Due allarmi dal ritmo serrato, l’uno a mezz’ora di distanza dall’altro. Una mezz’ora in cui mi sono crogiolata nel letto, le lenzuola tirate fin sopra la testa. C’era un pensiero che mi turbava, ma ora me ne sono completamente dimenticata. Più tardi, in strada, era palese che, proprio in quel momento, tutti stavano rientrando dalle ferie. Il traffico era più caotico e sfidante che mai. Un ragazzino in scooter ha raccolto la stima incondizionata di tutti i motociclisti che si trovavano nei paraggi.

La ragazza (appena ventenne) di mio fratello mi ha chiesto: Julie, mi dai l’indirizzo del tuo blog? Sto ancora cercando una risposta plausibile. Ancora non so se la scelta ricadrà tra Un lamer è penetrato nel sito e l’ha distrutto oppure Quale blog? Ma sarei poco credibile. E lei è adorabile e io vorrei disperatamente tornare ad avere l’età che ha lei adesso.

Settembre è il mio gennaio. Un nuovo inizio. Sarà perché io l’estate la odio. In nome di vane illusioni, si cristallizza ogni cosa. La fine di aspettative superflue e nocive costituisce un punto di partenza. Sono pervasa da una sensazione anomala. E’ come se avessi davanti un intero mondo da scoprire e non ci fossero sentieri da imboccare. Un nuovo inizio, ma sto ancora valutando da che parte iniziare.

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