Odio l’estate

Posted on settembre 1, 2010 8:04 am

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Ho sempre considerato l’estate come una perdita di tempo. In genere, l’avvento di questa stagione è per chiunque foriero di buoni propositi, aspettative, entusiasmi e speranze. Per chiunque tranne che per me. Una stagione inutile. Un’illusione bella e buona.

Se mai c’è stato un momento in cui ho considerato l’estate un periodo di una qualche utilità è stato negli anni dell’infanzia. Per il resto, ho sempre preferito l’inverno – specie da adolescente – chiusa tra le quattro mura della mia cameretta, con i caloriferi accesi, il mio cagnolino ai piedi del letto, i poster di Ethan Hawke, i romanzi russi e le canzoni di poeti che non avrei eguagliato mai (Cadon come foglie o gli ubriachi sulle strade che hanno scelto, delle rabbie antiche non rimane che una frase o qualche gesto).

Odio l’estate, come diceva Bruno Martino, anche se non per gli stessi motivi suoi.

L’odiata da adolescente. Il paese era morto per gran parte dell’anno e godeva di guizzi vitali solo d’estate. Loro, i turisti, arrivavano, ti sconvolgevano la vita e poi a settembre tornavano in città, alle loro di vite. E tu restavi lì in una desolazione ritrovata. In un paese spento. Ti avrebbero atteso mattine sempre uguali sui banchi di scuola, progettando la fuga, invidiando la vita nella grande città. Odio l’estate perché, a frequentarli, mi sentivo come questi ragazzi di città e, una volta che loro erano andati via, restavo sola di fronte alla monotonia della vita di paese.

La odio anche adesso. La odio perché significa tornare a casa, il che a sua volta significa non trovare più le cose che ho amato, o ritrovarle diverse. La odio perché, in questo periodo, tutti mettono le proprie vite in stand-by e, di conseguenza, anche la mia. La odio perché, alle porte dell’estate, i ragazzi ti lasciano. La odio perché la mia pelle diafana si ustiona inevitabilmente.

Poi ci sono state le estati dei viaggi. I ricordi in questo caso sfumano quasi completamente, chissà perché. Forse, perché sono stati tutti eclissati dal Viaggio per eccellenza. E, in fondo, il fatto che il Viaggio sia terminato proprio alle porte di ferragosto, è un altro dei motivi che mi fa odiare l’estate.

Anche quest’estate, non ho potuto far altro che odiarla: viziata dalla noia, priva di attese e desideri. Un’estate in cui ho dato degli addii, rinunciando a qualcosa di veramente importante, in cui sono stata sorpresa negativamente dalla perfidia del caso, in cui ho rivelato a me stessa tanta noncuranza ed indifferenza verso cose in cui prima credevo fermamente, in cui ho scoperto il significato reale di gelo – sia da parte mia che altrui.

Tra poco, arriverà l’autunno. Sarò più grande. Alcune cose saranno diverse e tornerà quel senso di perdita che ogni tanto mi assale, rinnovato e pungente. In fondo, non mi dispiace affatto. Il dolore è un modo come un altro per sentirsi vivi.

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