Un buon partito

Posted on luglio 26, 2010 4:47 pm

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Al momento, lo sport più in voga tra i miei amici – fomentati da LFB n. 2, la quale approfitta di qualsiasi momento di aggregazione sociale per sfoggiare il mantra Non avreste due amici da presentare a me e a Julie? – è di trovarmi un fidanzato. Ormai il mio nubilato è tra i principali argomenti di conversazione che rallegrano cene, aperitivi e gite fuori porta e spesso non posso esimermi da brillanti numeri cabarettistici in cui racconto le mie più recenti disavventure sentimentali. In tal senso, sono stati a dir poco vani i miei numerosi tentativi di convincere tutti che in fondo da sola sto bene e che posso organizzare il mio tempo libero nella maniera più egoistica possibile ed inseguire le mie passioni senza che queste siano oggetto di litigio o vengano soffocate da aut aut puerili.

Ma ormai i miei amici hanno preso a cuore la mia penosa condizione. Così, mi hanno presentato alcuni loro conoscenti scapoli. Purtroppo, questi potenziali pretendenti hanno suscitato in me sentimenti ben lontani dall’entusiasmo: forse per il semplice fatto che mi sono stati presentati dei single a caso, senza alcun tentativo di scrematura.

E’ alquanto diffusa la convinzione che, tra un trentenne celibe e una trentenne nubile, sia la seconda a trovarsi in una posizione di svantaggio. Per cui, se un uomo può essere esigente nella scelta della propria donna, una donna dopo una certa età dovrebbe iniziare ad accontentarsi. Alla luce di questa corrente di pensiero, è diventata per me una missione far scappare già alle presentazioni questi potenziali pretendenti, senza dar loro il tempo di proporre un eventuale primo appuntamento. In genere, le strategie che utilizzo sono diverse: parlare tutto il tempo di lavoro; parlare tutto il tempo di trekking, sottolineando le levatacce alle 5 del sabato mattina, elencando minuziosamente tutte le cime visitate e mostrando (dulcis in fundo) una foto di uno stambecco fatta con il telefonino; millantare epiche sedute di shopping della durata di 5/6 ore l’una; dire che per me il matrimonio nel breve termine è imprescindibile; raccontare tutta la solfa dell’ex fidanzato insuperabile ed insostituibile; nei casi più tenaci, inventarsi un animale domestico trattato al pari di un figlio e che non può prescindere dal dormire nel letto con la sua padroncina. Ma in genere è sufficiente parlare del mio lavoro.

Forse ho troppa fiducia in me stessa, ma io non mi sento in difetto rispetto a un uomo scapolo. Tant’è che l’altra sera, un mio vecchio compagno di università mi ha detto Julie, avrei due amici da presentarti. Magari iniziamo da Giuseppe che è davvero un buon partito. E io ho risposto: Non mi serve un buon partito. Sono già io un buon partito, ne basta uno per coppia. Basto io. Anzi, dovrei essere io ad essere sponsorizzata ai tuoi amici come un buon partito e non viceversa. Ci sono stati alcuni secondi di gelido silenzio. Nella mia testa si è formata l’immagine di ammassi di sterpaglie che rotolavano silenziosamente nella prateria deserta. Poi, finalmente, per la prima volta dopo mesi, qualcuno ha avuto la sensatezza di cambiare argomento.

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