A day in the life

Posted on luglio 3, 2010 1:35 pm

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Mi chiedo come ci si senta a trovarsi a ovest dell’Oceano Atlantico. Due quinti di mondo li ho percorsi in lungo e in largo, ma a quei lidi non sono mai approdata. Mi chiedo se i colori siano davvero diversi, come si vede in tv. O forse è solo una questione di tecnologia. L (ho perso il resto del suo nome lo scorso lunedì mattina) lo saprebbe. E non perché L adesso è lì, da qualche parte, ma perché L sa moltissime cose, è aggrappato alle proprie passioni ed è curioso. Invidio la sua libertà, il suo modo di andare dritto all’obiettivo, lasciando da parte il superfluo. La libertà è prima di tutto uno stato mentale.

A quest’ora starà dormendo e l’aria sarà calda e umida quasi quanto qui. E io vorrei essere una piccola goccia di sudore sulla sua pelle, per conoscerne il sapore. Non so esattamente quando sia partito e non ho idea di quando tornerà. So che quando tornerà le cose saranno ancora diverse rispetto alla volta precedente, saremo ancora più lontani ed estranei. Sono già diversa io e in fondo in questi giorni non è capitato nulla. Mi rende triste l’idea che qualcuno un giorno sia tutto per noi e che un altro giorno non sia altro che un tassello qualsiasi del mosaico della nostra vita.

Ho in testa quest’immagine banale di L che sorseggia un cuba libre mentre il cielo si tinge di sfumature di arancione e l’oceano è lì calmo davanti a lui, in lontananza sente suonare A day in the life. Ma, del resto, non sono mai stata dove è lui ora. In fondo, L l’ho solo desiderato a distanza di sicurezza senza poterlo avere mai. Non è facile descrivere ciò che non si conosce. Si precipita irrimediabilmente nei cliché.

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