Riepilogando – Tutto in dieci giorni

Posted on giugno 6, 2010 5:49 pm

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In 10 giorni accade di tutto.

Storia n. 1 – Io sono l’amore.

Lui ha percorso mille chilometri solo per rivederla ancora. Lei, quando se lo ritrova davanti, lo abbraccia forte, come se per un attimo avesse paura che lui andrà via di nuovo (e alla fine della storia accadrà). E’ sera tardi, in un adorabile ristorante ormai semivuoto, la serata è molto calda, lei lo guarda con gioia mista a desiderio e lui le dice senza malizia “Smettila di guardarmi così, o mi verrà voglia di baciarti”. Poi usciti da lì – lei dà la colpa al vino – lui la bacia con tanta passione. Camminano per la città molesta che con il passare del tempo si spegne, ogni tanto si fermano in un angolo buio e si baciano ancora. Lei per un attimo pensa che potrebbe amarlo, ma sa che è solo l’ennesima illusione. “Sarebbe come tornare al punto di partenza” si sorprende a pensare.

Lo lascia andare via. Lei, per qualche tempo, non risponderà alle sue telefonate; a entrambi resterà il ricordo di pochi illusori attimi di  felicità.

Storia n. 2 – Particolari

A dispetto di tutto lo sdegno, reale o simulato che fosse, io e Luigi ci siamo ritrovati ancora a parlare. E’ una situazione talmente bizzarra la nostra, piena di sentimenti contrastanti, attrazione e disprezzo, interesse e indifferenza, stupore e noia, passione cerebrale e assenza di fisicità. Ci piacciono le stesse cose e abbiamo le stesse convinzioni, lo stesso cinismo verso la vita, la stessa spudoratezza, la stessa solitudine in bilico tra supposti amici e una moltitudine di passioni.

Al termine di una conversazione provocatoria e sopra le righe, all’improvviso, dopo due mesi da che ci conosciamo, mi ha fatto per la prima volta un bel complimento. E io ho sorriso lusingata. E lui, ad un tratto, ha detto: “E’ bello quel tuo vezzo di sollevare un angolo della bocca. E’ quando sei veramente emozionata che lo fai”. Un maniaco dei particolari, come me. Per un attimo, ho avuto un brivido.

Storia n. 3 – Il pensiero malvagio

Alla fine Andrew mi ha detto addio. Non ha detto nulla di particolare, ma era sottinteso che non ci sarebbero più state domeniche pomeriggio per noi due.

Ho provato al contempo tristezza e sollievo. Il primo pensiero che mi ha sfiorato è stato che non avrebbe più cantato per me, il secondo che non ci sarebbero più state lunghe telefonate serali a parlare di desideri e speranze, il terzo è che avrei dovuto ripiegare sull’autoerotismo. Infine, ho avuto un ultimo pensiero malvagio a suggerirmi che si trattava solo dell’ennesima disperata illusione. Tanto rumore per nulla. Ma sono solo riuscita ad augurargli buona fortuna e, che lo si possa credere o no, ero davvero sincera.

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Posted in: Andrew, Comparse, L