Luigi

Posted on maggio 18, 2010 1:12 am

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Eravamo su una terrazza, seduti uno di fronte all’altra. Sotto di noi, un piccolo scorcio della città e il flusso pigro delle automobili. Attorno a noi, il giorno che andava a morire lasciandoci nella sua luce rossastra, echi di musica lounge, sussurri di altri avventori. Lui parlava con passione del suo lavoro, interrompendosi ogni tanto per sorseggiare un cuba libre. Io facevo finta di ascoltarlo, assorta nei suoi lineamenti duri, buttando giù qualche sorso di americano, nel vano tentativo di sciogliere la tensione che mi serrava lo stomaco. Un appuntamento al buio. Che assurdità. Poi all’improvviso, con tono di sfida: “Julie, penso che io e te avremmo proprio bisogno di una bella scopata liberatoria. Che ne dici?”. Ero certa di averlo guardato con tutto il disprezzo che mi aveva improvvisamente saturato le viscere: potevo accettare che la mia vita mancasse di amore, ma non di romanticismo e poesia. Ma lui non si era accorto di nulla o aveva fatto finta di non accorgersene. Il mio disprezzo è rimasto lì, ha aleggiato nell’aria e solo dopo un po’ si è disperso, scivolandomi via di dosso mentre correvo in moto verso casa.

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