L’amore fugge

Posted on maggio 4, 2010 7:48 pm

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Al termine del nostro primo appuntamento Andrea mi era parso da subito un ragazzo allegro ed entusiasta: mi aveva raccontato con fervore del suo lavoro – di cui non avevo capito nulla; mi aveva raccontato delle sue passioni – il calcio e lo sci agonistico; mi aveva detto che era tornato in Italia da pochi mesi e stava riorganizzando la sua vita – ma avevo visto camera sua e non sembrava che l’organizzazione fosse il suo punto di forza. Andrea improvvisava, viveva alla giornata, agiva di impulso e prendeva ogni cosa con tanta allegria.

Al secondo appuntamento Andrea aveva tentato l’esperimento del manometro. Tale esperimento consiste nel prendere la mano della persona che ci interessa: se lei non ritrae la mano, vuol dire che le piacciamo. Io avevo ritratto la mano e Andrea, che non si faceva certo scoraggiare dall’esperimento mal riuscito, aveva tentato di baciarmi comunque – nonostante la partita si annunciasse già persa.  Poi al terzo appuntamento – credo mi avesse presa per sfinimento –  quel bacio c’era stato e Andrea, come in tante altre cose che lo riguardavano, era stato invaso da folle entusiasmo.

Tutto quell’entusiasmo – fatto di email, sms ed inviti strampalati – mi disorientava e mi infastidiva. Una volta, gli avevo detto con acredine: “Vorrei mettere in chiaro che io non sono la tua ragazza” e il suo sguardo azzurro chiaro si era spento, ma solo per qualche minuto.

Infatti, se Andrea possedeva un pregio, tale pregio era di certo la tenacia e, alla fine, dopo mesi di corteggiamento serrato – una storia d’altri tempi! – riuscì a farmi innamorare di lui. Quelli passati insieme sono stati quattro anni di amore e passione, di attimi così intensi da togliere il respiro, di lunghi fine settimana passati in una camera senza riuscire a staccarsi di dosso l’uno dall’altra, di infiniti baci per la strada incuranti di qualsiasi altra cosa intorno, di viaggi con lo zaino in spalla a scoprire l’altra parte del mondo. Poi siamo cambiati, ci siamo allontanati, lui è diventato grande, ha smesso di essere Andrea.

Non posso di certo negare che Andrea sia stato l’amore della mia vita: non ho più vissuto niente di simile in un rapporto a due. E’ anche innegabile che l’amore provato da giovani sia talmente scevro da condizionamenti ed immerso nell’idealismo che non può che essere meraviglioso.  Che poi, come spesso succede, le parti si capovolgano e chi tra i due ha sofferto all’inizio faccia soffrire l’altro alla fine, non cambia la realtà di quello che c’è stato: pura magia contornata da attimi di infinità.

Chissà come sarà innamorarsi da adulti.

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