Dell’eterna ricerca

Posted on maggio 3, 2010 4:18 pm

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Ho passato gli ultimi dieci anni della mia vita a rincorrere gli uomini.

Gli unici che abbiano mai rincorso me con una certa tenacia sono stati Andrea, l’amore della mia vita,  e Davide, lo stalker cantautore.

Ho passato tanto di quel tempo a convincere gli altri del fatto che io possedevo tutte le carte in regola per essere la donna della loro vita, che non mi sono mai presa la briga di verificare se – specularmente – loro avrebbero potuto essere tutto ciò che avevo sempre desiderato.

Ho fatto per loro tutto quello che avrebbe fatto innamorare me – se qualcuno avesse fatto per me la stessa cosa: ho attraversato la città in piena notte per raggiungerli, ho dedicato loro poesie, ho scritto lettere strabordanti di passione, li ho colmati di lusinghe più o meno immeritate, ho percorso ore ed ore su treni sudici, li ho sedotti senza alcun ritegno. In breve tempo quella che per loro era solo una tiepida conoscenza o un’attrazione carnale si trasformava in necessità e dipendenza. Il fuoco che bruciava il mio sangue li contagiava e inziava a far bruciare anche il loro.

Tuttavia, dopo mesi di idillio, passione e tenerezza, si consolidava in me la certezza di averli sopravvalutati, di aver corteggiato un’idea, di esser stata tanto presa a farli sentire unici e speciali da non aver preso consapevolezza che davvero lo fossero. In breve, la passione si spegneva, l’idillio scricchiolava e la tenerezza si trasformava in insofferenza.

Ho smesso di inseguire gli uomini. Lascio che le cose accadano (dando una piccolissima spinta ogni tanto, che non si sa mai).

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