Prologo o della difficoltà di raccontarsi in poche frasi

Posted on aprile 29, 2010 9:27 am

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Ci sono momenti in cui la tua vita sembra perfetta: un ottimo lavoro e una bella casa, un fidanzato premuroso e perbene, amici fidati, quel costante senso di inquietudine – che una volta ti accompagnava ogni mattina al risveglio – ormai narcotizzato. I giorni ti passano accanto veloci e si trasformano in mesi e dunque in anni. Della follia e delle passioni passate resta solo un fugace ricordo, da rivivere segretamente ogni volta che ti senti morta dentro. In fondo ai tuoi pensieri è annidata la certezza di non essere pronta per una vita da adulta, anche se in realtà è proprio quella che stai vivendo: un’esistenza dominata da responsabilità e impegno, buonsenso e pranzi alla domenica con i futuri suoceri.

E’ possibile che tutto finisca qua? Che la gioventù, i palpiti, i brividi e i desideri brucianti se ne siano ormai andati? Ti chiedi se è davvero arrivato il momento di prenderti cura di un uomo, di portare in grembo una vita e poi aiutarla a diventare ciò che è destinata ad essere. Ti chiedi se sei pronta a farlo e se riuscirai a non guardare mai indietro e a non avere dei rimpianti.

Pensi che, prima di lanciarti nel vuoto, in una vita da adulti, hai bisogno di ricordare com’era provare quel brivido.

Lasci tutte le tue sicurezze e riparti da quello che eri tanti anni fa – prima che la tua inquietudine scivolasse in un sonno oppiaceo.

Si parte da qui.

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Posted in: Paolo