Le mie giornate s’incamminano su un filo sottile, al confine tra depressione ed euforia. In ufficio, la mole di lavoro aumenta esponenzialmente di settimana in settimana. Collega Fetish pensa sempre alla figa e, quando non è alla scrivania, sta al piano terra a fare il tacchino con le receptionist ventenni. Collega Aggressive continua a passare… [Continua a leggere...]
La sveglia suona. Allungo il braccio per spegnerla ma mi accorgo di essere dalla parte sbagliata del letto. O, forse, sono semplicemente nel letto sbagliato. Socchiudo un occhio e vedo Pietro, disteso accanto a me, che mugugna e si gira sulla pancia. Mi allungo sopra di lui e riesco a far tacere la sveglia garrula. Di ritorno verso… [Continua a leggere...]
Una volta al mese, da quando abbiamo terminato gli studi, io e i miei vecchi compagni d’università abbiamo un appuntamento fisso, nonostante il passare del tempo ci abbia decimati. C’è chi è tornato al paese d’origine, ha preso in mano l’attività di famiglia e poi ha sposato la morosa delle superiori. C’è chi fa lo… [Continua a leggere...]
Il cinema, inteso come sala di proiezione, ha sempre esercitato un grande fascino su di me. Da bambina, ricordo un piccolo cinema fatiscente che sorgeva appena fuori dal paese, ai bordi della provinciale, e aveva alle spalle l’aperta campagna. A quei tempi, ero molto piccola e ricordo davvero poco: le file di poltroncine di legno,… [Continua a leggere...]
Fa un freddo che taglia l’anima. Nelle mie orecchie urlano i Misfits e mi fanno coraggio. Una colonna sonora un po’ del cazzo ma ho bisogno di imbastardirmi quel tanto che basta. Mi incammino verso la stazione e sono un po’ nervosa. Milano stasera è davvero pessima. E così cupa e triste e irrisolta, mi… [Continua a leggere...]
Edoardo è un buco nero. Lui riesce a far sparire qualsiasi cosa di buono. Non lo fa di proposito, si tratta di una conseguenza naturale: è nella sua natura rovinare ogni cosa. Il suo è un male di vivere atavico. E’ il retaggio a cui appartiene ad averlo divorato. Edoardo l’avevo conosciuto a gennaio a… [Continua a leggere...]
Va bene, lo ammetto. Lui non è come gli altri e, perciò, lo tratto in maniera diversa dagli altri. Il fatto è che mi ricorda me, com’ero tre o quattro anni fa, e vorrei fare per lui quello che nessuno allora ha fatto per me: dargli l’illusione che ci siano altre possibilità. Ci teniamo stretti,… [Continua a leggere...]
L si trova a circa 5.000 kilometri da qui. Kilometro più, kilometro meno. Anche stavolta, non so quando tornerà. Si è comportato come le altre volte. Mi ha chiamata, abbiamo parlato di cose superficiali e ha concluso dicendo: E’ sempre illuminante parlare con te. Ti mando tanti baci sparsi. Poi, ho scoperto – per vie… [Continua a leggere...]
Ci sono ricascata. Ancora. Non ho alcun talento nel mantenere i miei buoni propositi. Sono sdraiata e cerco di riprendere fiato; i miei occhi vagano per la stanza. Lui mi ha guardata in quel suo modo strano, come se avesse davanti a sé qualcosa di bellissimo e prezioso, e io non sono riuscita a sostenere… [Continua a leggere...]
Io, una volta, mica ero così. Così come sono adesso, intendo. Una volta, strabordavo di entusiasmo e speranze e aspettative. E credevo nell’amore e nella possibilità di essere davvero felici e di colmare quel pungente vuoto interiore. E sono stata accompagnata da questa ridicola illusione fino a quattro o cinque anni fa. Poi, Andrea mi… [Continua a leggere...]
maggio 2, 2011
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