Si programmavano le vacanze estive. Per allora sarò vedova, dicevo io con aria spavalda. E le altre ridacchiavano. E anch’io, ma poi dentro mi sentivo morire. Mezzo Neurone aveva colto il moroso in flagranza di reato. Sì, proprio quello di cui lei diceva è basso, grasso, pelato e vecchio ma io lo amo. Aveva scoperto,… [Continua a leggere...]
Tutti a dire un gran male di noi. Come se gli amori fossero davvero per sempre e non si potesse che ritenere immorale ciò che era palesemente destinato a finire. Come se costoro – coi loro sguardi severi e la bocca segnata da una piega di disprezzo – non perdonassero la nostra incoscienza e la… [Continua a leggere...]
OK, lui è il mio amico Gabriele, dico io. Col senno di poi, ogni reazione era facilmente prevedibile. Nico non si accorge dell’insolita situazione e inizia a fargli domande che non c’entrano nulla: tra massimo venti minuti lo inviterà a giocare a calcetto alla domenica. Michela mi guarda seria e con gli occhi leggermente sgranati.… [Continua a leggere...]
Ci ritroviamo ancora sul divano rosso. Io e Teresa. Altra sessione cinematografica domenicale. Seguiamo con attenzione un film coreano piuttosto cruento. Non ho mai letto le istruzioni del lettore dvd. Non leggo mai le istruzioni, mi annoiano, preferisco andare a intuito, a rischio di non capire mai come funzionano le cose. In fondo, è così… [Continua a leggere...]
Morena (*): Ormai, siamo troppo vecchie per bazzicare quei locali lì… Julie: Mica vero. Prendi me, ad esempio. Sono una ventinovenne con la testa di una quindicenne. Fa una media di ventidue anni. L’età giusta. Morena: In effetti, è un ragionamento che non fa una piega… (*) LFNB
Drino: Dovresti cercare di capire perché hai così tanto successo con gli uomini e se gli uomini con cui hai successo hanno un comune divisore e se tali elementi sono effettivamente le caratteristiche che cerchi in un ragazzo o no. Julie: Non posso decidere a priori di chi innamorarmi, fare un’analisi comparata dei miei corteggiatori.… [Continua a leggere...]
Ciò che ti frega sono gli oggetti. I ricordi è facile confonderli, fraintenderli, sfocarli. Ma gli oggetti sono immutabili e perfidi. Ho ammucchiato con rabbia le lenzuola su cui ci siamo amati l’ultima volta – io e chi? – e le ho ancora martoriate in lavatrice a novanta gradi. Perché il loro azzurro non faceva… [Continua a leggere...]
luglio 20, 2011
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