Il Commercialista gira nervosamente il cucchiaino nella tazzina del caffé. Ci siamo ritrovati per caso. E’ stato strano entrare in un bar e trovarlo lì. Mi sono appena seduto, pranziamo insieme? Ha sempre la sua aria buffa da bambino, come quando mi diceva Tu non mi vuoi bene. Ma d’altronde nessuno me ne vuole. Allora,… [Continua a leggere...]
Mi piace gennaio. La nebbia avvolge tutto. Mi piace uscire di casa la mattina, in un clima surreale, con la foschia che galleggia sul naviglio, gli alberi sbiaditi, il sole pallido che sfida la nebbia e fa sembrare la città una triste sopravvissuta. Corro nel gelo mattutino. Il parco sembra un cimitero, gli scheletri degli… [Continua a leggere...]
Commercialista: Hai deciso di non rivolgermi più la parola? Julie: No, non è questo. Semplicemente, non voglio essere sgarbata. E, se ti parlassi ancora, rischierei di esserlo. Commercialista: Non capisco. Perché mai dovresti esserlo? Spiegati meglio. Julie: Hai ragione, predico sempre la schiettezza e poi finisco con il comportarmi da ipocrita. Il problema è che,… [Continua a leggere...]
Sono convinta che la morte della passione sia direttamente proporzionale all’aumentare della maturità sessuale. Più si cresce, più il sesso diventa qualcosa di meccanico, un puro sfogo onanistico mascherato da coito, esente da qualsiasi barlume di coinvolgimento. Credo che qualsiasi esperienza futura non potrà che far parte di un crescendo di delusione e noia. A… [Continua a leggere...]
Ultimamente, non mi sento molto bene. Sono inappetente e nauseata e sto perdendo peso. Del caffé non riesco più neppure a sentirne l’odore. L’altro giorno, in fila alla cassa del supermercato, un tipo carino con gli occhi azzurri ha cercato di attaccare bottone e io l’ho ignorato. Senza pensarci due volte. Senza pentirmene a posteriori.… [Continua a leggere...]
Rieccoci. A perseverare nell’errore. Fuori piove un mondo freddo, come cantava Paolo Conte. Dentro, siamo io e lui, seduti uno di fronte all’altra, un tavolino e delle pietanze tra noi. Il Commercialista non sa usare le bacchette e mi piace ancora di più quando si rivela maldestro. Io, invece, ho un metodo tutto mio, imparato… [Continua a leggere...]
Invecchiare è così. E’ come convergere progressivamente verso l’adolescenza. Non ci sono più mezze misure. O si rifiutano rigidamente determinate situazioni o ci si fa investire energicamente dalle stesse. Forse perché davvero non si ha nulla da perdere e le opportunità si riducono all’osso e allora bisogna arraffare tutto il possibile. Non mettevo piede in… [Continua a leggere...]
Io e Pascal siamo seduti sul divano. La televisione sta trasmettendo una puntata di CSI. Non c’è l’audio. Nessuno fa caso alle immagini sullo schermo: lui si guarda intorno e io fisso la bottiglia di birra quasi vuota che c’è sul tavolino. Mi ha fatto piacere rivederti. Scopare con te è catartico. Mi svuota di… [Continua a leggere...]
Troppo ottimismo. Non a caso, il gioco è bello finché dura poco. Ricoprire il ruolo del diversivo rischia di renderti più importante di ciò che vorresti o dovresti essere – ti esacerba dal tuo vero ruolo. Oppure, più semplicemente, rischi di essere declassata a un misero pretesto che l’altro ha trovato per non soccombere allo… [Continua a leggere...]
Va bene, lo ammetto. Lui non è come gli altri e, perciò, lo tratto in maniera diversa dagli altri. Il fatto è che mi ricorda me, com’ero tre o quattro anni fa, e vorrei fare per lui quello che nessuno allora ha fatto per me: dargli l’illusione che ci siano altre possibilità. Ci teniamo stretti,… [Continua a leggere...]
maggio 24, 2011
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