Chi è Julie Kohler?
XX Secolo
Anni ’80
Julie Kohler nasce prematura in un anonimo paesino della profonda provincia italiana. I dottori le danno, al massimo, tre settimane di vita. Lei, però, la sfanga e mostra fin da subito un’intelligenza sopra la media (che purtroppo tornerà ampiamente nella media all’età di quindici anni).
All’età di quattro anni, impara a leggere. A sei, tenta di insegnare l’alfabeto al fratello minore e al figlio dei vicini: se ne andrà sbattendo la porta dopo venti minuti, scoprendo che la pazienza e la comprensione non sono tra le sue virtù. A nove anni, inizia la stesura del suo primo racconto fanta-noir ma, un giorno, il fratello le sottrae furtivamente il documento dattiloscritto per declamarlo sul balcone di casa a beneficio dei figli dei vicini. E’ sconvolta: suo fratello sa leggere. Tuttavia, si sa che il popolo è bue: Julie è derisa e l’opera resta incompiuta.
Anni ’90
Superato il precoce fallimento letterario, Julie si butta nella lettura di romanzi per ragazzi. A undici anni, si sente come Madame Bovary: “Ho letto tutto”, la sente esclamare sua madre. Decide, perciò, di abbandonare la letteratura per ragazzi a favore delle grandi opere letterarie dell’Ottocento. Scopre i russi e sarà proprio la lettura di Guerra e Pace a cambiarle la vita. Purtroppo, i suoi mezzi sono quelli che sono. Intraprende, quindi, una brillante quanto estenuante negoziazione con suo padre: ottiene un aumento della paghetta, che tiene conto anche dell’inflazione. Julie inizia così a sperperare tutti i suoi averi nei tre vizi da cui sarà dipendente per tutta la vita: i libri, il cinema e la musica rock.
A quattordici anni, legge Ulisse di Joyce e decide che da grande farà la scrittrice. Purtroppo, proprio in quel periodo inizia il suo declino intellettuale che la porterà a diventare una mediocre ed abulica adolescente come tante.
A diciassette anni, Julie è tutta casa, libri, videocassette e cd. A diciotto anni, riempie due valigie rosse e si trasferisce in una grande città (Bright lights, big city), intraprendendo così gli studi universitari da fuorisede.
XXI Secolo
Anni ’00
A ventidue anni, fomentata da un giovane analista finanziario dagli occhi azzurri, riempie uno zaino e se ne va a zonzo per il sud-est asiatico: tornerà in Italia svariati mesi dopo, in seguito alle minacce di disconoscimento da parte del padre.
A ventitré anni, si laurea e, in un momento altamente lirico, il padre torna a rivolgerle la parola.
Dopo la laurea, Julie si trova un’occupazione. Presto, mostra una particolare predisposizione per il trading su derivati e la strutturazione di opzioni, prediligendo il metodo delle simulazioni Monte Carlo a quello delle simulazioni storiche e sviluppando una dipendenza verso i farmaci gastro-protettori. Finché, un giorno, non decide di prendere le distanze dall’ulcera, emigrando verso gli assolati ed artistici campi della finanza strutturata.
Anni ’10
A ventotto anni, Julie, dopo aver mollato il fidanzato e cambiato ancora lavoro, decide di farsi i colpi di sole e aprire un blog.
La Sposa in Nero, nato come romanzo a puntate, è il pretenzioso risultato di tutta questa confusione.

AE
maggio 6, 2010 12:33 pm
null’altro da dire che… sono post di una profondità infinita.
Julie K
maggio 6, 2010 5:06 pm
grazie, AE sei molto gentile…ma è soltanto la mia vita.
AE
maggio 6, 2010 5:25 pm
sarà come dici ma, secondo me, pochissimi sanno capire la propria vita e farsi una razionale e profonda autocritica, per capire cos’è per noi, questa vita.
a cosa serve e dove ci puo’ portare, in base alle nostre decisioni.
parlare con se stessi, senza bugie, pochi lo fanno o forse pochi ne hanno il coraggio, anche su cose banali.
devo dire che mi rispecchio molto nei tuoi post, la tua vita “messa a nudo” qui, forse, potrebbe aiutare gli altri a capire la propria o perlomeno a pensarci su.
devo anche dire, senza esagerare, che alcuni post mi han commosso.
ripeto, molto molto profondi.
Julie K
maggio 6, 2010 9:48 pm
infatti, mettere nero su bianco le mie emozioni sta avendo un effetto catartico e rileggermi mi chiarisce tante cose. che poi quello che scrivo riesca anche ad emozionare qualcun’altro… bé è lusinghiero e soddisfacente. grazie ancora per le belle parole.
AE
maggio 7, 2010 11:02 am
Grazie a te, invece, per le belle parole che lasci in rete, per te e per noi:)
Marco
ottobre 20, 2010 3:20 am
Ciao,
cioè … sono arrivato su questo blog cercando in rete “If i leave here tomorrow would you still remember me”, dato l’anniversario della morte di Ronnie Van Zant, e inizio a curiosare il tuo Blog.
Già citare “Le conseguenze dell’amore” come sottotitolo mi fa sentire “a casa”.
Mi leggo il riquadro My Favourite Post e mi sembra che più o meno i titoli li conosco tutti e siano a loro modo ispirati ai CCCP, Afterhours, Beatles …
Insomma … clamoroso !
Julie Kohler
ottobre 20, 2010 9:55 am
citando Kerouac “ci sono troppe cose che mi piacciono e mi confondo e mi perdo a correre da una stella all’altra fino allo sfinimento”.
mi fa piacere che tu sia passato di qui e per le “clamorose” passioni in comune (tra cui Palahniuk, deduco)!
Elle
ottobre 31, 2010 7:50 pm
Je ne sais pas comment je suis arrivée là, je ne sais plus mais j’ai aimé beaucoup, et pleuré un peu aussi.
Rachele
novembre 4, 2010 11:31 pm
inizio a seguirti, e non smetterò presto, chè ritrovo scampoli di me in ogni angolo.
il Piergi
marzo 13, 2011 6:21 pm
Che fine ha fatto Jeanne Moreau?! :-O
Alla mia età c’è bisogno di aggrapparsi a piccole, quotidiane certezze.
Per fortuna la favicon è ancora l’immagine rassicurante che ricordavo (ma forse non te lo dovevo dire, ché adesso l’andrai a cambiare!)
Julie Kohler
marzo 13, 2011 10:09 pm
carissimo Piergi,
la favicon è stata mantenuta perché questo è il blog della Sposa in Nero.
tuttavia, riguardo alla vecchia foto del profilo, col tempo, ho iniziato a detestarla. era arrivato il momento di cambiare. e poi, alla mia età, c’è bisogno di novità.
cinefobie
maggio 12, 2011 12:57 am
La Sposa In Nero.. ah, il buon Truffaut!
comunque, presentazione fantastica. sul serio, sei riuscita a farmi sorridere. e persino a commentare.
cool.
^_-