Non è mica così facile come si potrebbe pensare.
Abituarsi all’idea che non ci sei più, intendo.
Aver scordato il tuo odore. Convincermi che sei un estraneo. Che passerai come i rivoli di pioggia di questi giorni imbrattati. Dolore e inquietudine si mischiano e si confondono in uno spigolo irrintracciabile di me. Scopro di aver perduto irrimediabilmente i tuoi contorni e non resta davvero nulla, nulla che valga la pena ricordare o dimenticare.
Ogni particolare di noi annega nel limbo acuto e irrisolto dell’occasione mancata. Il fraintendimento è un oceano e l’incomprensione si rifugia tra increspature sconnesse e delicate.
Vorrei solo dormire. Di certo, non verresti a svegliarmi.

Nemo
settembre 30, 2010 8:55 am
La perdita degli odori è sempre il momento più brutto della fine.
Julie Kohler
settembre 30, 2010 3:47 pm
Anche dimenticare i particolari che una volta ci emozionavano, lo è.
Nemo
settembre 30, 2010 3:51 pm
Sì, ma io forse sono più sensibile agli odori, ai profumi. Non so, ho sempre la sensazione di perdere qualche pezzo di una storia quando sono raffreddato.
Julie Kohler
settembre 30, 2010 4:01 pm
Anch’io adoro vivere una persona con tutti e cinque i sensi… Ma mi piace anche soffermarmi sui particolari, fare mio quello che gli altri tralasciano. Nel momento in cui anche i contorni sfumano, allora, non resta davvero più nulla e si prova un dolore lancinante.
Nocturno
settembre 30, 2010 3:32 pm
Sei passata a salutarmi e m’ha fatto piacere leggerti. una solitudine in più che da conforto. Conosci The Smiths? prova ad ascoltare The boy with the horn in his side.
Julie Kohler
settembre 30, 2010 3:36 pm
…sono una accanita fan degli Smiths…
CheTincazziAFare
settembre 30, 2010 6:03 pm
Cavolo quanto piove da te!