E’ tutta colpa di Milano.
Claustrofobica. Sintetica. Ambiziosa. Lasciva. Pretenziosa. Inospitale. Sbrigativa. Morbosa. Asettica.
Certi fine settimana, in certi locali, sembra di essere stati inghiottiti da un brutto incubo.
La nostra generazione di quasi-trentenni e poco-più-che-trentenni è di per sé predisposta allo sbandamento e, di certo, vivere la città non ci fa per niente bene. Ci alcolizziamo al venerdì sera in locali patinati con feste a tema di cui ci restano foto con gli sguardi vuoti e un rincoglionimento persistente al sabato mattina. Schiavi di un divertimento fittizio e disonesto, sembriamo fatti in serie. Pensiamo e agiamo in serie. Mi schiaffeggia la rigidità degli schemi a cui apparteniamo o dentro i quali gli altri ci intrappolano: le fighe messe giù da gara, gli analisti e i sales pronti al rimorchio in giacca e cravatta, i metrosexual, i truzzi, i fuori-dal-coro, gli alternativi, gli sciatti e gli sfigati.
Non riusciamo a vivere relazioni sane, il luccichio malato della città continua a distrarci. Giochiamo di strategia – anche quando non ne siamo capaci: la sincerità è andata a farsi fottere da tempo immemore.
Siamo soli e ancorati a legami precari. Più gente ci circonda, più ci sentiamo soli. L’aggregazione di vuoto, crea un vuoto ancora più grande. Siamo arresi al corso delle cose.
L’astinenza dall’autenticità è stata la nostra rovina.

ja i menja
settembre 21, 2010 11:29 am
e poi…ci sono le giornate speciali, come quella da poco trascorsa insieme, e ti rendi conto che troppo spesso portiamo una maschera imposta o auto-impostaci che indossiamo per proteggerci e alla quale finiamo per credere noi stessi…
vai per dimenticare e finisci a divertirti dimenticando a casa la maschera, più o meno tutti e più o meno consapevolmente…
Alessandro
settembre 21, 2010 4:16 pm
Ed ecco perche’ non vivo piu’ a Milano, in qualche modo sono arrivato ai 40, sono felice e leggo con un sorriso cio’ che scrivi.
wernerandazzo
settembre 22, 2010 12:17 am
A me e’ venuta voglia di vivere a Mil’ano o anke no
EK
settembre 23, 2010 8:44 am
fatti una serata con il Nano di Riccione, il Pariolino di Porta Romana e il Padre di Bruna del famoso ciclo “la milano della mia giovinezza” e tra un braulio, un ovo duro e una partita a bocce cambierai idea. Siamo a pochi metri da quelle serate a tema, in un circolo di ammunitati di guerra tra le mura spagnole. Qui si vede ancora canzonissima. Ah, ma sono serate clandestine, non ti posso invitare
Piergi
settembre 23, 2010 4:13 pm
Un deserto che conosco.