Non è mica così facile come si potrebbe pensare. Abituarsi all’idea che non ci sei più, intendo. Aver scordato il tuo odore. Convincermi che sei un estraneo. Che passerai come i rivoli di pioggia di questi giorni imbrattati. Dolore e inquietudine si mischiano e si confondono in uno spigolo irrintracciabile di me. Scopro di aver… [Continua a leggere...]
Vorrei conoscere tanti piccoli particolari di te Ma finora sono riuscita a far mio Solo il suono della tua voce sarcastica Il fascino dell’essere sconosciuti E’ nella contemplazione di infinite possibilità.
Io non sono l’uomo della tua vita e tu non sei la donna della mia vita. Potremmo scopare o avere una storiella. Escludo entrambe le opzioni. Mi conosco e so che in entrambi i casi finirei per perdere interesse per te, inizierei ad evitarti piano piano. E io non voglio che noi due ci perdiamo… [Continua a leggere...]
Era il 1965. Il giovanissimo signor Kohler era trasmettitore nel battaglione Folgore, di stanza a Treviso. Magro come un chiodo, con gli occhi verdi e il naso pronunciato, guardava con stupore la rara bellezza delle donne del luogo. Grazie all’innata galanteria ed al colore degli occhi, non occasionalmente, gli capitava di spezzare qualche cuore. Un… [Continua a leggere...]
L mi scrive: Julie, quando hai tempo dai un’occhiata a questa nota, secondo me ti piacerà. “Non importa con quanto scrupolo seguirai le indicazioni: avrai sempre l’impressione di aver perso qualcosa, la sensazione sprofondata sotto la tua pelle di non aver vissuto tutto. C’è quel sentimento di caduta nel cuore, per essere andato troppo in… [Continua a leggere...]
E’ tutta colpa di Milano. Claustrofobica. Sintetica. Ambiziosa. Lasciva. Pretenziosa. Inospitale. Sbrigativa. Morbosa. Asettica. Certi fine settimana, in certi locali, sembra di essere stati inghiottiti da un brutto incubo. La nostra generazione di quasi-trentenni e poco-più-che-trentenni è di per sé predisposta allo sbandamento e, di certo, vivere la città non ci fa per niente bene.… [Continua a leggere...]
Il trovarsi al di là dello schermo rende tutto più semplice. E’ sufficiente premere un bottone per lasciarsi tutto alle spalle. Specularmente, basta premerlo nuovamente per ritrovarsi catapultati in un surrogato di relazione. Stare al di là dello schermo permette di giocare fino in fondo, senza correre il rischio di restare feriti o ferire e subirne le conseguenze in termini di senso di colpa. E’ possibile innamorarsi e disinnamorarsi ogni volta, scegliere un amante in base al proprio umore o tenere in piedi, in parallelo, una pluralità di… [Continua a leggere...]
Questa città, a volte, riesce a sorprenderti genuinamente. Ti aspetteresti che qualcosa di straordinario possa accadere a Roma, Venezia, Torino, Napoli o Palermo. Ma qui no. Nel quartiere finanziario della città, nella piazza che ne è il cuore, sotto un portico, un uomo e una donna – avvinghiati – ballano un tango. La piazza è… [Continua a leggere...]
E’ Pascal che citofona alle due di domenica mattina e tu che gli apri la porta. Lui che si ferma per il tempo necessario e (dopo il solito scambio di sentiment sull’andamento del mercato azionario) se ne va baciandoti su una guancia. In parte, lui è una tacca sulla tua cintura, perché è attraente, desiderabile,… [Continua a leggere...]
settembre 29, 2010
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