Dormo poche ore. Mi sveglio di soprassalto. Allungo una mano verso l’interruttore. Salta la corrente. L’anno nuovo inizia magnificamente. Meno di cinque ore fa ho avuto l’ennesimo litigio con Gabriele, un litigio a distanza – of course. Mi dispiace? Non lo so. Come mi sento? Disperata. Forse. Ripristino la corrente. Due lampadine saltate. Ottimo. Accendo… [Continua a leggere...]
L’ultima volta che ci siamo trovati faccia a faccia, era piena estate, una città estranea e straniera a incorniciare un inedito frammento di noi. Quando gli altri mi chiedono perché ho preso quell’aereo, perché ho voluto infliggere un accanimento terapeutico a un amore morente, io, allora, gli descrivo il tuo sorriso. Torno indietro coi ricordi,… [Continua a leggere...]
Io e Dona siamo appoggiate alla balaustra e guardiamo giù. Sotto i nostri occhi c’è una folla scatenata che vibra a ritmo di musica, nel misto di penombra e luci stroboscopiche. Dona, assorta, esclama: E’ come trovarsi in un negozio di caramelle e volerle provare tutte. Dona va oltre il mio truffautiano e provocatorio Io mi interesso… [Continua a leggere...]
Non faccio altro che ripetermi. Mi ripeto così tanto che poi finisco con l’essere annoiata da me stessa. E poi, odio la mia pochezza d’animo e il modo ciclico che ho di lanciarmi in ricerche ansiose e inconcludenti. Sono prevedibile e non riesco a tollerarlo. Non sopporto neanche il mio continuo immaginare ad occhi aperti… [Continua a leggere...]
Smettere di scrivere è come prendere un vizio. Dici: posso smettere e ricominciare quando voglio. Poi, passano dei mesi senza riempire una sola riga. Infine, quando ti costringi a rimettere le dita sulla tastiera, è difficile muoverle in sequenza fino a comporre la storia che vorresti raccontare. Non che ci sia molto da dire. Gabriele non… [Continua a leggere...]
Mi sembra che tutti facciano dei passi in avanti, tranne me. Percepisco il tempo che passa. Scorre e tutti si muovono di conseguenza. Soltanto io resto ferma. Mi blocca il ricordo di qualcuno che è andato via. O forse, la speranza di qualcosa che neanche io so. E mi restano solo la rabbia e l’incapacità di… [Continua a leggere...]
Ho imparato ad apprezzare il mare quand’ero già grande. Con questa parola – mare - non intendo le mattinate in spiaggia, fatte di indolenza e ustioni di primo grado sotto al sole. Mare rievoca in me impressioni di infinito e speranza e libertà e ricordi di viaggi col vento in faccia, di onde che si… [Continua a leggere...]
Poi, in un pomeriggio con il sole ancora alto e un caldo strangolatore – dopo un’ora e mezza di aereo, quasi tre ore di treno e pochi minuti di navetta – ero arrivata in quello che, da bambina, chiamavo il paese fasullo. Non era effettivamente un paese. Ma, allora, non potevo certo saperlo. Ricordo che… [Continua a leggere...]
L’estate era esplosa, tardiva. Si era manifestata fulgida e asfittica. Forte di una luce tanto brillante da farmi procedere ad occhi socchiusi. Non che la vedessi molto, la luce. Uscivo di casa alle sette del mattino per rinchiudermi tra le mura bianco accecante dell’ufficio. Tornavo a casa a notte inoltrata, la città più silenziosa che… [Continua a leggere...]
Si è rifatto vivo L. A un certo punto, si rifanno vivi tutti. Ho pensato che, quando c’era lui, l’inquietudine e la disperazione mi mangiavano viva. E che l’unico anestetico efficace che ero riuscita a trovare era stato la distruzione. Poi, lui è passato – e insieme a lui, il mio essere disperata e persa.… [Continua a leggere...]
gennaio 11, 2012
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